| Benvenuto |
In questo breve tutorial vi faro' vedere come ho costruito un obiettivo zoom macro con capacita' di ingrandimento da 1:1 a 4:1. L'obiettivo finale ha una serie di vantaggi e svantaggi che e' bene elencare subito:
Svantaggi
Vantaggi
L'idea di base e' molto semplice: montando la lente all'incontrario questa acquista ottime proprieta' macro (perche' un obiettivo generalmente e' asimmetrico, cioe' le lunghezze focali dalla parte del soggetto e del sensore sono diverse )
Come fare a montare la lente all'incontrario? E' davvero semplicissimo, basta comprare (anche su eBay per 12 euro come ho fatto io) un anello adattatore dal vecchio attacco a vite M42 a quello del vostro sistema (EOS per il mio ma ovviamente la cosa funziona con qualunque sistema) oppure un anello adattatore per collegare il corpo macchina al telescopio e del semplice nastro isolante.
Ovviamente vi serve la lente da modificare (l'operazione e' completamente reversibile), lo zoom del kit e' l'ideale perche' offre una buona escursione focale (che ti permette di cambiare molto il fattore di ingrandimento M ) e soprattutto e' estremamente economico. E' del tutto evidente che utilizzando una lente di qualita' migliore otterremo un macro piu' nitido, ma anche quello che riusciremo a costruire con il 18-55 non e' male soprattutto tra i 30mm e i 20mm.
Costruzione della lente
La costruzione e' semplicissima: si fanno combaciare la parte frontale del barilotto dello zoom con il lato filettato dell'anello adattatore (ovviamente il barilotto non si deve avvitare ma semplicemente fissare con tre giri di nastro isolante). La struttura che ne deriva e' piuttosto solida perche' il 18-55 e' molto leggero e il mio regge senza problemi da piu' di tre settimane. Il risultato finale e' piu' o meno così:
e ovviamente la parte a sinistra va ad innestarsi nel corpo macchina.
Settaggio del diaframma
Se provate ad usare la lente così come e' stata appena costruita andate incontro pero' ad una delusione perche' la zona nitida (la profondita' di campo PdC) e' estremamente ridotta in quanto il diaframma e' tutto aperto. Ovviamente non c'e' modo, se la lente e' innestata all'incontrario sul corpo macchina, di modificare il diaframma....ma a questo punto viene in aiuto un trucchetto che mi e' tato insegnato da Michele Innangi (Mikael) che e' il seguente
Rimontando la lente dal lato dell'adattatore si vedra' che il mirino e' sensibilmente piu' scuro.........
Personalmente ho provato vari diaframmi e per quanto mi riguarda il valore F/11 e' quello che fornisce il miglior compromesso tra PdC e la possibilita' di vedere qualcosa nel mirino :-)
Performance
Come detto quello che si puo' ottenere dipende dalla lente "a modificata destinazione d'uso"...mi aspetto ch con il 18-55 della Nikon il risultato sia leggermente migliore e con gli stessi ingrandimenti (sarebbe bello avere dei feedbacks....)
Intanto definiamo in modo preciso cosa si intende per rapporto di ingrandimento M perche' in rete ho trovato cose un po' strane. Dato un qualunque sistema ottico e un soggetto di dimensioni trasverse O, chiamiamo I le dimensioni dell'immagine che si forma. L'ingrandimento e' definito semplicemente come il rapporto tra le dimensioni dell'immagine e quelle dell'oggetto
M=I/O
quindi l'ingrandimento dipende dalla distanza del soggetto e dalla lente, perche' le dimensioni dell'immagine dipendono proprio da questi due fattori (si veda anche la legge dei punti coniugati nell'articolo PdC e tecnica iperfocale Piu' vicino e' il soggetto piu' grande risultera' l'immagine sul sensore e maggiore sara' quindi l'ingrandimento.
L'ingrandimento non dipende tuttavia dalle dimensioni del sensore, sebbene le dimensioni del soggetto appaiano "piu' grandi" in un sensore APS-C rispetto ad un sensore 24x36. In un sensore APS-C quello che avviene e' semplicemente un crop dell'immagine rispetto al formato 135.
Vediamo come si comporta lo zoom al variare della focale
55mm
Alla massima focale nominale corrisponde il minimo ingrandimento ottenibile, circa 1.:1 (o M=1/1=1 o 1x) abbondante. In questo caso la lente si comporta dal punto di vista dell'ingrandimento come un decente obbiettivo macro "normale", senza avere pero' la possibilita' di modificare il diaframma. Mi sento quindi di consigliare l'uso della lente modificata solo se non si ha un obbiettivo macro 1:1.
35mm
A questa focale corrisponde un ingrandimento di circa 2:1 (o M=2 o 2x), performance che comincia ad essere lontana da quella raggiungibile da un obbiettivo macro standard. La nitidezza e' buona con il 18-55 Canon e mi immagino piu' che buona con l'equivalente Nikon, se si utilizza poi un 35mm fisso di ottima fattura si potra' ottenere probabilmente un ottimo obbiettivo super-macro.
18mm
Alla minima focale l'ingrandimento misurato e' di 4:1, valore che e' appannaggio dei costosissimi obbiettivi super-macro (ad esempio il Canon MP-E65mm che arriva a 5:1) la nitidezza si mantiene buona anche se la profondita' di campo e' estremamente ridotta.
Alla minima focaledi 18mm si puo' entrare davvero nel mondo del microscopico, avere cioe' la possibilita' di risolvere particolari di dimensioni di qualche micron (millesimo di millimetro). Nella fotografia qui sotto ho fotografato con una macchina 24x36 uno stimma (credo, chiedo conferma) di dimensioni orizzontali di 8mm (ovviamente con una APS-C si ritaglia la parte centrale e l'immagine sembra essere addirittura piu' grande)
All'ingrandimento e' 4x si vedono chiaramente i granelli di polline depositati dal vento. Il crop al 100% di un rettangolo a destra e' visibile qua sotto
I granelli di polline hanno un diametro variabile dagli 80 ai 100 micron e i dettagli piu' fini hanno le dimensioni di circa 8 micron. E' da notare che la risoluzione assoluta e' altissima mentre quella relativa e' buona poiche' avendo a disposizione una lente con un potere risolvente maggiore di quello del sensore avremmo potuto risolvere dettagli di dimensioni di quasi 4 micron.
Paolo Tomassini
| Style modified by Elena Cuoco |