La tradizionale processione del Venerdì Santo di Savona ha origine nelle prime manifestazioni delle Confraternite medievali, con le pubbliche flagellazioni di penitenza accompagnate da cortei e canti. Dopo la metà del XVI secolo la passione di Cristo viene progressivamente interpretata da gruppi scultorei in legno policromo montati su cassa, portati in processione a spalla dai confratelli.
Le preziose e scenografiche "casse" lignee, conservate ancor oggi negli oratori savonesi, si caratterizzano per la loro duplice natura di simboli di devozione e di preziose testimonianze della scultura, quasi esclusivamente ligure, dal XVII al XX secolo. Esse propongono raffigurazioni fortemente suggestive, realizzate per indurre lo spettatore alla meditazione sulla Passione di Cristo. A questo scopo sono diretti l'evidente teatralità delle scene presentate, i colori forti e i gesti espliciti dei diversi personaggi, disposti sulla pedana lignea come su di una scena.
Ogni due anni, il giorno del Venerdì Santo, queste sculture divengono protagoniste della processione pasquale, momento di intensa emozione collettiva. Per l’occasione escono dalle loro sedi abituali, portate a spalla dai disciplinanti, tra preghiere, canti e suoni, interpretando una Via Crucis itinerante, quasi un pellegrinaggio che si svolge lungo la città, iniziando dalla piazza della Cattedrale per concludersi nella piazza del Comune, dopo aver attraversato il centro ottocentesco per un percorso di un chilometro e mezzo ed una durata che coinvolge la città per tutta la sera.
La processione viene aperta dal cupo suono di un gruppo di tamburi listati a lutto, segue la Croce nella quale sono rappresentati tutti i simboli della Passione, poi le 15 "casse" e viene chiusa da un reliquario contenente un frammento della Santa Croce.
Le numerose soste lungo il percorso, annunciate dai colpi di "mazzetta" sulle travi che sostengono le casse, che hanno un peso da va dai 500 a 1200 kg., servono a ritmare il lento procedere e ad alleggerire il peso dei portatori che indossano il caratteristico saio denominato "Cappa", di colore diverso per ogni confraternita.
Nel 2010 ricorre il 750° anniversario della nascita delle confraternite savonesi ed i 200 anni dalla pubblicazione del "Regolamento della Processione generale" che è rimasto invariato fino ai nostri giorni.
http://www.provincia.savona.it/attivita ... ssione.htmhttp://www.comune.savona.it/IT/Page/t09 ... l?idp=2033Tutte le foto seguenti sono state scattate all'interno delle chiese, in luce ambiente (naturale più artificiale), a mano libera, con obiettivo 50 (75) mm. e diaframmi molto aperti.
1)
La promessa del Redentore, 1777 Filippo Martinengo "Pastelica"
cm 360 x 190 x 190.
Oratorio dei Ss. Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla



2)
L'annunciazione, 1725 Anton Maria Maragliano
cm. 190 x 162 x 145
Oratorio del Cristo Risorto



3)
L'orazione nell'orto, 1728 ca. Anton Maria Maragliano
cm 220 x 200 x 180.
Oratorio dei Ss. Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla


6)
La flagellazione, prima metà XVII sec. scuola napoletana
cm 200 x 210 x 180.
Oratorio dei Ss. Pietro e Caterina

7)
L'incoronazione di spine, 1710 Anton Maria Maragliano
cm 150 x 170 x 130.
Chiesa di Santa Lucia (fotografata in cattedrale)


8)
Ecce Homo, 1978 Renata Cuneo
cm 210 x 180 x 90.
Oratorio dei Ss. Pietro e Caterina

12)
La deposizione dalla Croce, 1795, Filippo Martinengo "Pastelica"
cm 410x240x285.
Oratorio di Nostra Signora di Castello.



13)
La Pietà, 1833, Stefano Murialdo "Crocetto"
cm 155x195x125.
Oratorio di Nostra Signora di Castello.



14)
La deposizione nel Sepolcro, 1866, Antonio Brilla
cm 225x240x185.
Oratorio del Cristo Risorto.

